Il Cimitero delle Fontanelle – cronache delle ferie – giorno 5

Stamattina, quasi per caso, abbiamo attraversato il rione Sanità, uno dei quartieri più popolari di Napoli. Da qualche anno è aperto al pubblico, dopo decenni di abbandono, il Cimitero delle Fontanelle.

cimitero fontanelle

‘O campusanto d’ ‘e Funtanelle

Questo luogo riassume il concetto che i napoletani hanno (o forse avevano) della morte: non la fine, non qualcosa da nascondere con la sepoltura ma la continuazione della vita in un’altra dimensione. Qui sono infatti ben visibili, ordinati, decine di migliaia di teschi e ossa. Essi risalgono a varie epoche. Qui furono sepolti i morti di peste del ‘600, i morti di colera delle varie epidemie del XIX secolo ma anche alcuni resti trovati durante la risistemazione di via Acton di inizio ‘900 e altri morti ritrovati in varie parti della città. Non hanno nome, qui i morti sono tutti uguali. Forse Totò si ispirò a questo luogo per scrivere “‘a livella”: la morte rende tutti uguali, nobili, principi e pezzenti qui sono appoggiati l’uno accanto all’altro.

teschi femori

Teschi e femori

teschi femori

Ossa ordinate e accatastate

In questo cimitero si svolgeva il culto delle “anime pezzentelle”. Le persone che volevano chiedere una grazia “adottavano” un teschio, lo pulivano e lo sistemavano in una teca. Se le grazie venivano concesse, l’anima veniva “rinfrescata” con fiori, sigarette, lucidature. Se le grazie tardavano ad arrivare il teschio veniva riportato nell’anonimato e ne veniva adottato un altro.

anima pezzentella

Teschi “adottati”

teschi anime pezzentelle

teche con teschi

adozione anime pezzentelle

un’adozione “di lusso”

Tra le decine di migliaia di teschi alcuni godono di un’attenzione particolare. Il “Capitano”, ad esempio, è un teschio a cui una sposa si era rivolta per ricevere la grazia di trovare un marito. Il Capitano l’aveva esaudita ma lo sposo era arrogante e derideva l’anima del Capitano al punto tale da infilzargli un occhio con il bastone. Il giorno delle nozze un uomo in tenuta militare si presentò al ricevimento. Aveva l’occhio bendato e, alla richiesta degli sposi di dire chi fosse, aprì la giubba della divisa mostrando le ossa e facendo morire d’infarto i due sposi. “Concetta” invece è un teschio che “suda”. Concetta è lucida mentre tutti gli altri teschi sono impolverati. Si dice che il sudore rappresenti la fatica che fanno le anime del purgatorio a purificarsi dei loro peccati.

concetta

Concetta, la “capa” lucida

La visita al Cimitero delle Fontanelle induce i visitatori a pensare alla morte. Superato lo sbigottimento iniziale nel vedere tante ossa umane si possono fare quelle riflessioni sulla morte che di solito si fanno quando si visita un cimitero. Solo che qui la riflessione è più profonda, il contatto con la morte è più vero, intimo, interno.

Qui si arriva davvero all’osso della questione.

buona estate

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