Il muratore

Mi alzo presto. Caffè, sigaretta e vado in bagno. Vado di corpo molto bene, regolare e abbondante. Esco di casa e prendo la mia auto. Una macchina vecchia, invecchiata presto a causa dei miei pantaloni sporchi di calce, impregnata del fumo di mille sigarette. I sedili posteriori li staccai alcuni anni fa per caricare delle tavole di legno. Non li ho più rimessi, giacciono in cantina a prendere la polvere insieme a ferri del mestiere, cazzuole, cavalletti, cardarelle e alla collezione di Diabolik.

Arrivo in cantiere, saluto i compagni, rido, bestemmio e incomincio a impastare il calcestruzzo. Mi occupo di tutto: intonaci, gettate di solai, muri, piastrelle. Sono un esperto nel mio campo. Fumo, bestemmio e impasto. A volte scoreggio. Rido dei miei rumori insieme ad altri compagni. Ci complimentiamo a vicenda per la lunghezza e la forza dei nostri peti. A pranzo a volte si va al ristorante dove c’è una bella cameriera in carne. Più spesso mangio seduto sui sacchetti di cemento. Pane e mortadella o frittata, birra Peroni a volte calda. Rutto molto, bestemmio, emetto scoregge e flatulenze varie. Rido con i miei colleghi. Riprendo a lavorare, facciamo a gara a chi finisce prima una fila di mattoni. Taglio piastrelle, lego fil di ferro. Preparo la gettata di un solaio. Cemento armato e bestemmie.

Per oggi ho finito. Mi lavo sommariamente con la canna dell’acqua. Penso a stasera, ho appuntamento con una bella signora. Intanto mi sciacquo la testa dalla polvere del cantiere e già mi viene duro. Ho proprio un bell’arnese in mezzo alle gambe, staserà lo farò divertire. Vado a casa, barba, doccia, bagnoschiuma Adidas, dopobarba Denim. Le marche sono importanti, vesto firmato. Le mie unghie sono ancora sporche di calce, le mie mani sono segnate da solchi profondi. Indosso una bella collana d’oro ed esco. Passo al bar, incontro degli amici. Bestemmie, aperitivo, Campari. Pregusto già la serata. Messaggio con la bella signora e ancora una volta il mio uccello si fa sentire lì sotto.

Sono un maschio esperto, un vero trivellatore. Il mio cazzo è duro come il cemento. Cemento armato. Sfaccimma e cemento armato.

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Studio rivela: emettere peti in pubblico è segno di intelligenza

L’Università di Perth ha pubblicato uno studio molto curioso: le persone che sono avvezze a emettere peti in mezzo alla folla hanno un quoziente intellettivo più alto della media. Lo studio è stato pubblicato nel numero di dicembre di Science and Future ed è stato effettuato su un campione di 200 volontari europei ed americani che sono stati monitorati tramite dei sensori impiantati nelle mutande. Ai volontari non era stato svelato il motivo della ricerca per non falsare i risultati; a loro era stato detto che i sensori fossero dei semplici contapassi invece di fini rilevatori di gas. Dopo due mesi di monitoraggio dei soggetti nella loro normale vita quotidiana sono stati loro somministrati dei test di misurazione del Q.I. e si è evidenziato che i soggetti maggiormente emettitori di gas intestinali erano anche quelli col Q.I. più alto della media.

Da anni si parla di intestino come di un secondo cervello (i complessi avvolgimenti intestinali ricordano molto quelli cerebrali) deputato al controllo dei riflessi più “bassi” del corpo umano. Evidente al proposito la reazione cosiddetta “di pancia” quando siamo in preda ad un’emozione, una paura, ecc. Questo studio si inserisce nella ricerca che studia la stretta correlazione tra i due organi.

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Tipica scena di flatulenza in ascensore (wikihow)

Totò 

Moriva cinquant’anni fa il Principe Antonio De Curtis.

Il mio doveroso omaggio per colui che mi ha trasmesso tante lezioni di ironia e napoletanità. C’è stato un periodo della mia adolescenza in cui non passava giorno che non guardassi almeno uno dei suoi film. Ancora oggi chi abita in Campania può fare zapping in qualsiasi ora del giorno e della notte sulle reti locali per trovare uno o più film di Totò. Io avevo anche i VHS, nel caso il palinsesto non fosse di mio gradimento. Credo di conoscere intere parti di sceneggiature dei suoi film. Gran parte del mio modo di esprimermi, delle mie battute, sono ispirate dal Principe. Dopo cinquant’anni è ancora vivo, presente. Nel sangue, nel DNA.

Grazie Totò.

Per un uomo

Guardate, un uomo che piange.

Mi vergogno, perdonami!

Domani andrà meglio, sorgerà il sole. Domani sarò un uomo migliore.

Ti regalerò qualcosa, un po’ di soldi. Ti regalerò i miei vestiti.

Ti darò il mio conforto, proverò ad alleviare il tuo dolore.

Metterò la mia mano sulla tua ferita, appoggerò la mia fronte alla tua.

Dividerò con te il mio tempo, inventerò una canzone e la canterò per te.

Domani sorgerà ancora il sole.