Natale è passato

Anche quest’anno abbiamo guardato i più deboli. E abbiamo girato lo sguardo dall’altra parte, verso le nostre case ricche di alberi, palle, cenoni, presepi, panettoni, pandori, regali, bambini capricciosi e tombole.

Poveri, clochard, migranti, vecchi, malati, tossicodipendenti, detenuti. Magari solo scrivendone riesco ad alleggerirmi la coscienza. Riesco a calmare quel senso di malessere che anno dopo anno si fa più pesante durante queste feste.

Annunci

radio popolare

logo_pop

Oggi vi voglio parlare di Radio Popolare, una radio locale milanese. È una radio libera, attiva dal 1975, indipendente. Vive grazie al contributo dei suoi ascoltatori che, tramite un abbonamento volontario, fanno sì che questa realtà riesca a andare avanti senza essere legata ad editori. Veramente libera, non condizionata dai dettami di padroni o partiti politici.

Il palinsesto di questa radio è davvero di qualità. Presenza sul territorio e inviati in Europa e nel mondo riescono a coprire i principali eventi. Le trasmissioni di intrattenimento e musicali sono sempre alternative e divertenti. Nessuna radio in Italia trasmette contenuti simili a Radio Popolare.

Grazie al “microfono aperto” tutti possono telefonare e commentare in diretta e senza filtri di redazione.

La radio logicamente è antifascista, antirazzista, promotrice dell’uguaglianza di tutti gli uomini e le donne. 

Io l’ho conosciuta circa dieci anni fa, quando venni ad abitare in provincia di Milano. Da qualche anno sono abbonato e invito anche voi a farlo.

La campagna abbonamenti è aperta. Se siete anche voi, come me, antifascisti, antirazzisti, liberi, sostenitori dell’uguaglianza tra gli uomini; se anche voi volete un mondo migliore, abbonarsi a Radio Popolare è il modo migliore per iniziare a costruirlo.

Potreste chiedervi: “perché dovrei pagare per ascoltare qualcosa che potrei ascoltare gratis?”. La risposta è: ascoltate la radio sintonizzandovi su FM 107,60 oppure in streaming e capirete che è necessario che tutti contribuiamo per evitare la scomparsa di una voce libera, una realtà rara dei nostri tempi.

Diamo una mano a Radio Popolare!

Abbonatevi

radio popolare mixer

Il muratore

Mi alzo presto. Caffè, sigaretta e vado in bagno. Vado di corpo molto bene, regolare e abbondante. Esco di casa e prendo la mia auto. Una macchina vecchia, invecchiata presto a causa dei miei pantaloni sporchi di calce, impregnata del fumo di mille sigarette. I sedili posteriori li staccai alcuni anni fa per caricare delle tavole di legno. Non li ho più rimessi, giacciono in cantina a prendere la polvere insieme a ferri del mestiere, cazzuole, cavalletti, cardarelle e alla collezione di Diabolik.

Arrivo in cantiere, saluto i compagni, rido, bestemmio e incomincio a impastare il calcestruzzo. Mi occupo di tutto: intonaci, gettate di solai, muri, piastrelle. Sono un esperto nel mio campo. Fumo, bestemmio e impasto. A volte scoreggio. Rido dei miei rumori insieme ad altri compagni. Ci complimentiamo a vicenda per la lunghezza e la forza dei nostri peti. A pranzo a volte si va al ristorante dove c’è una bella cameriera in carne. Più spesso mangio seduto sui sacchetti di cemento. Pane e mortadella o frittata, birra Peroni a volte calda. Rutto molto, bestemmio, emetto scoregge e flatulenze varie. Rido con i miei colleghi. Riprendo a lavorare, facciamo a gara a chi finisce prima una fila di mattoni. Taglio piastrelle, lego fil di ferro. Preparo la gettata di un solaio. Cemento armato e bestemmie.

Per oggi ho finito. Mi lavo sommariamente con la canna dell’acqua. Penso a stasera, ho appuntamento con una bella signora. Intanto mi sciacquo la testa dalla polvere del cantiere e già mi viene duro. Ho proprio un bell’arnese in mezzo alle gambe, staserà lo farò divertire. Vado a casa, barba, doccia, bagnoschiuma Adidas, dopobarba Denim. Le marche sono importanti, vesto firmato. Le mie unghie sono ancora sporche di calce, le mie mani sono segnate da solchi profondi. Indosso una bella collana d’oro ed esco. Passo al bar, incontro degli amici. Bestemmie, aperitivo, Campari. Pregusto già la serata. Messaggio con la bella signora e ancora una volta il mio uccello si fa sentire lì sotto.

Sono un maschio esperto, un vero trivellatore. Il mio cazzo è duro come il cemento. Cemento armato. Sfaccimma e cemento armato.

Studio rivela: emettere peti in pubblico è segno di intelligenza

L’Università di Perth ha pubblicato uno studio molto curioso: le persone che sono avvezze a emettere peti in mezzo alla folla hanno un quoziente intellettivo più alto della media. Lo studio è stato pubblicato nel numero di dicembre di Science and Future ed è stato effettuato su un campione di 200 volontari europei ed americani che sono stati monitorati tramite dei sensori impiantati nelle mutande. Ai volontari non era stato svelato il motivo della ricerca per non falsare i risultati; a loro era stato detto che i sensori fossero dei semplici contapassi invece di fini rilevatori di gas. Dopo due mesi di monitoraggio dei soggetti nella loro normale vita quotidiana sono stati loro somministrati dei test di misurazione del Q.I. e si è evidenziato che i soggetti maggiormente emettitori di gas intestinali erano anche quelli col Q.I. più alto della media.

Da anni si parla di intestino come di un secondo cervello (i complessi avvolgimenti intestinali ricordano molto quelli cerebrali) deputato al controllo dei riflessi più “bassi” del corpo umano. Evidente al proposito la reazione cosiddetta “di pancia” quando siamo in preda ad un’emozione, una paura, ecc. Questo studio si inserisce nella ricerca che studia la stretta correlazione tra i due organi.

728px-Flatulate-Secretively-(Teenagers)-Step-12

Tipica scena di flatulenza in ascensore (wikihow)