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Oggi vi voglio parlare di Radio Popolare, una radio locale milanese. È una radio libera, attiva dal 1975, indipendente. Vive grazie al contributo dei suoi ascoltatori che, tramite un abbonamento volontario, fanno sì che questa realtà riesca a andare avanti senza essere legata ad editori. Veramente libera, non condizionata dai dettami di padroni o partiti politici.

Il palinsesto di questa radio è davvero di qualità. Presenza sul territorio e inviati in Europa e nel mondo riescono a coprire i principali eventi. Le trasmissioni di intrattenimento e musicali sono sempre alternative e divertenti. Nessuna radio in Italia trasmette contenuti simili a Radio Popolare.

Grazie al “microfono aperto” tutti possono telefonare e commentare in diretta e senza filtri di redazione.

La radio logicamente è antifascista, antirazzista, promotrice dell’uguaglianza di tutti gli uomini e le donne. 

Io l’ho conosciuta circa dieci anni fa, quando venni ad abitare in provincia di Milano. Da qualche anno sono abbonato e invito anche voi a farlo.

La campagna abbonamenti è aperta. Se siete anche voi, come me, antifascisti, antirazzisti, liberi, sostenitori dell’uguaglianza tra gli uomini; se anche voi volete un mondo migliore, abbonarsi a Radio Popolare è il modo migliore per iniziare a costruirlo.

Potreste chiedervi: “perché dovrei pagare per ascoltare qualcosa che potrei ascoltare gratis?”. La risposta è: ascoltate la radio sintonizzandovi su FM 107,60 oppure in streaming e capirete che è necessario che tutti contribuiamo per evitare la scomparsa di una voce libera, una realtà rara dei nostri tempi.

Diamo una mano a Radio Popolare!

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Studio rivela: emettere peti in pubblico è segno di intelligenza

L’Università di Perth ha pubblicato uno studio molto curioso: le persone che sono avvezze a emettere peti in mezzo alla folla hanno un quoziente intellettivo più alto della media. Lo studio è stato pubblicato nel numero di dicembre di Science and Future ed è stato effettuato su un campione di 200 volontari europei ed americani che sono stati monitorati tramite dei sensori impiantati nelle mutande. Ai volontari non era stato svelato il motivo della ricerca per non falsare i risultati; a loro era stato detto che i sensori fossero dei semplici contapassi invece di fini rilevatori di gas. Dopo due mesi di monitoraggio dei soggetti nella loro normale vita quotidiana sono stati loro somministrati dei test di misurazione del Q.I. e si è evidenziato che i soggetti maggiormente emettitori di gas intestinali erano anche quelli col Q.I. più alto della media.

Da anni si parla di intestino come di un secondo cervello (i complessi avvolgimenti intestinali ricordano molto quelli cerebrali) deputato al controllo dei riflessi più “bassi” del corpo umano. Evidente al proposito la reazione cosiddetta “di pancia” quando siamo in preda ad un’emozione, una paura, ecc. Questo studio si inserisce nella ricerca che studia la stretta correlazione tra i due organi.

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Tipica scena di flatulenza in ascensore (wikihow)

Ricostruire!

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Città della scienza

Ricostruire!

Napoletani, italiani, non lasciamo che questa gente ci porti via anche la cultura. A città della scienza si divulgava il sapere ai grandi e soprattutto ai bambini; si faceva quello che serve nel nostro paese: infondere la cultura nelle nuove generazioni per un futuro diverso. Persone di buona volontà, ricostruiamo città della scienza, ricostruiamo Napoli, ricostruiamo l’Italia! È ora di svegliarsi, di voltare le spalle ai criminali, di ricostruire. Riprendiamoci il nostro futuro.

Fondazione Idis Città della Scienza
IBAN:  IT41X0101003497100000003256
causale: Ricostruire Città della Scienza