Ricostruire!

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Città della scienza

Ricostruire!

Napoletani, italiani, non lasciamo che questa gente ci porti via anche la cultura. A città della scienza si divulgava il sapere ai grandi e soprattutto ai bambini; si faceva quello che serve nel nostro paese: infondere la cultura nelle nuove generazioni per un futuro diverso. Persone di buona volontà, ricostruiamo città della scienza, ricostruiamo Napoli, ricostruiamo l’Italia! È ora di svegliarsi, di voltare le spalle ai criminali, di ricostruire. Riprendiamoci il nostro futuro.

Fondazione Idis Città della Scienza
IBAN:  IT41X0101003497100000003256
causale: Ricostruire Città della Scienza

Implicazioni psicologiche dell’essere Papa

La notizia delle dimissioni del Papa mi ha portato a fare una riflessione sul peso psicologico di una carica così impegnativa.

Per far ridere i miei amici avevo disegnato la vignetta col Papa che si lamenta del suo cappello. Poi però ho iniziato a pensare: “ma vuoi vedere che questo qui, il Papa non l’ha mai voluto fare?”.

Gli hanno messo addosso tutti quei vestiti, tutti quegli anelli, il famoso cappello (che chi l’ha disegnato per me è un infame), e lui, un po’ per timidezza, un po’ per non dire no, ha fatto il bravo Papa per otto anni. Però la sera andava a letto e pensava: “vorrei ritornare nella mia Baviera, fare una partita a carte con mio fratello, bere un bicchiere di vino in solitudine, dire il mio bel Rosario, come tutti i vecchi di questo mondo (tranne Berlusconi), e invece devo restare qui, morirò qui circondato da questi preti e vescovi che pensano solo al potere. Ma non posso dimettermi, che diamine. Nessuno mai l’ha fatto, nessuno rinuncia ad essere Papa”. E così per otto anni. Ma ultimamente non riusciva a dormire, si girava e rigirava nel letto. Si è rotto le scatole e ha deciso. “Fanculo a tutti, io me ne vado, eleggetevi un altro Papa, io me ne vado in pensione (cosa sacrosanta alla mia età), se avrete bisogno di me sarò a pregare nel convento di santi Tizio e Caio, ma non mi disturbate troppo”.

Quando è tornato in camera sua dopo “l’annuncio shock” ha ballato la macarena davanti allo specchio e poi ha cantato “I feel good laralaralarala…”.

Sapete di che peso si è liberato? E poi che goduria non dover indossare più quel cappello infame!

Non ho mai amato questo Papa ma oggi lo rispetto.

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pace

Ho provato a cambiare città, da ovest a est; da nord a sud. Dieci volte, come fuggendo da qualcosa, cercando di trovare la pace. La pace che manca dentro di me e fuori. Poi ho capito. La pace non esiste, gli uomini non la vogliono. Gli uomini sono cattivi. In ogni angolo della Terra gli uomini sono malvagi. Pace in terra agli uomini di buona volontà. Non ci sono più uomini di buona volontà. Sono stati uccisi da chi getta via la pace per perseguire i propri interessi, hanno tagliato loro la testa appena questi sono spuntati dalla terra, dal grembo materno.

Un bambino faceva la fila per comprare il pane. Bombe con gas venefico. Tragedia.

Giovani cercavano un lavoro come poliziotti. Un kamikaze schiacciò il bottone. Sangue sui muri.

Un ragazzo entrò in auto per tornare a casa. Due killer lo crivellarono di proiettili scambiandolo per un altro. Cervello sui finestrini.

Una famiglia cenava come tutte le sere. Bombe al fosforo. Orrore.

Un uomo prese il bambino dalle braccia della madre e lo gettò nel fiume. Follia.

Una ragazza scomparsa, trovata morta. Un ragazzo scomparso, trovato morto. Un’altra ragazza, uccisa e sepolta. Bambini mai più ritrovati.

La striscia di Gaza, l’Afganistan, il Darfur, l’Iraq, la Siria, e quanti posti di cui non sappiamo neanche l’esistenza. I musulmani contro i cristiani, i cristiani contro i musulmani. Il mio dio è più bello del tuo. Il tuo dio è violento, il mio è buono, quindi ti ammazzo, fai schifo. Voi non rispettate le donne, le coprite con i veli e non le fate guidare. Noi le donne le rispettiamo, non le violentiamo, non le ammazziamo. Voi venite dall’Africa, rubate nelle case, rubate il lavoro. Siete diversi, puzzate di sudore. Volete pregare il vostro dio? Andate a casa vostra. Qui si può pregare solo il nostro dio, che è tollerante e ci insegna l’amore e la pace fra tutti gli uomini.

Noi facciamo le guerre per imporre la pace e la libertà. Chi vi governa è un pazzo sanguinario, vi tiene soggiogati, non avete la libertà. Noi vi facciamo guerra, vi liberiamo, ammazziamo e umiliamo il vostro popolo. Ma poi, pace. Ma perché ci odiate? Abbiamo ammazzato i vostri figli ma adesso avete la libertà. Il vostro governo attuale ama la pace, non è così?

Duemila anni fa un uomo fece scalpore per il suo pensiero innovativo, predicava uguaglianza tra tutti gli uomini. Predicava l’amore ma uccisero anche lui. Una frase riassumeva tutto il suo pensiero: “ama il tuo prossimo come te stesso”. In duemila anni nessuno ha ancora capito. In duemila anni nessuno ha ancora imparato.

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foto della mostra “occhi della guerra”