Sei caduta

Sei caduta.

Salivi. E sei caduta.

Ti arrampicavi. E sei caduta.

Ti appendevi. E sei caduta.

Ti attaccavi. E sei caduta.

Sei caduta.

Ti raggiungo. Ti guardo. Mi fissi con gli occhi lucidi. Vorresti dirmi qualcosa. Vorresti scoppiare.

Restiamo immobili. Mi viene da ridere. Ti tendo la mano. La guardi schifata.

Mi guardi con odio. Già sai cosa penso.

Ritiro la mano. Guardo lontano.

Sei caduta.

Cazzi tuoi.

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Ripida collina

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Non è alta, è ripida.

I suoi fianchi sono ricoperti d’erba verde,

sotto il morbido tappeto roccia dura.

In cima un uomo vecchio

denigra chi arranca sui fianchi 

aggrappato ai fili d’erba.

Non ricorda quando arrancava

per salire anch’egli in cima

e adesso sputa sui suoi simili.

Strappa l’erba, 

è più difficile il percorso.

Una mano lo afferra,

lo scalza

lo getta nel vuoto.

Un uomo nuovo prende il suo posto.

E sputa sui suoi simili.

il fiore di giugno

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Puoi tu capire?

Non so se leggi i miei scritti, i miei graffi sulla carta. Non so se li leggi.

Il mare è profondo, pieno di insidie. Non vado mai a fondo, ho paura. Non mi segui. Mai.

Ti vedo, sei lì. Mi volto e non ci sei. Ti perdo, ti vedo lontana. Ti aspetto, mi rassicuri. Ancora ti perdo.

Nelle righe della mia follia sei sempre presente ma non ti vedi. Come lo specchio di traverso. Vedi ai lati, cose inutili. Insegui le maree senza mai capirle. 

Ormai ti conosco, sei un fiore solitario, un giglio giallo che fiorisce a giugno. La pioggia non smette, il sole tarda a scaldare ma a giugno tu sei lì per tre giorni. Fiera, non guardi le rose. Appassisci sola e muori ogni volta.

Io ti osservo e ti amo.