Natale è passato

Anche quest’anno abbiamo guardato i più deboli. E abbiamo girato lo sguardo dall’altra parte, verso le nostre case ricche di alberi, palle, cenoni, presepi, panettoni, pandori, regali, bambini capricciosi e tombole.

Poveri, clochard, migranti, vecchi, malati, tossicodipendenti, detenuti. Magari solo scrivendone riesco ad alleggerirmi la coscienza. Riesco a calmare quel senso di malessere che anno dopo anno si fa più pesante durante queste feste.

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Totò 

Moriva cinquant’anni fa il Principe Antonio De Curtis.

Il mio doveroso omaggio per colui che mi ha trasmesso tante lezioni di ironia e napoletanità. C’è stato un periodo della mia adolescenza in cui non passava giorno che non guardassi almeno uno dei suoi film. Ancora oggi chi abita in Campania può fare zapping in qualsiasi ora del giorno e della notte sulle reti locali per trovare uno o più film di Totò. Io avevo anche i VHS, nel caso il palinsesto non fosse di mio gradimento. Credo di conoscere intere parti di sceneggiature dei suoi film. Gran parte del mio modo di esprimermi, delle mie battute, sono ispirate dal Principe. Dopo cinquant’anni è ancora vivo, presente. Nel sangue, nel DNA.

Grazie Totò.