Luciano De Crescenzo

Ho imparato più dai tuoi libri che dai tanti anni di scuola.

Per me sei stato un vero maestro di vita. Se oggi sono un uomo d’amore lo devo a te.

Luciano De Crescenzo 1928 – 2019

Alter ego

Cammino lungo una strada della città. È lastricata, bagnata e scivolosa, ha appena finito di piovere.

Dall’altro lato della strada vedo un uomo simile a me. Camminiamo nella stessa direzione. A volte incrociamo gli sguardi. Un momento lui è avanti a me di qualche metro. Un minuto dopo sono io ad essere in vantaggio su di lui.

È il mio alter ego, quello che decide, quello sicuro di sé. Lo guardo, cerco di imitarlo, vorrei essere come lui. A volte ci riesco. Spesso invece è ancora qualche passo avanti a me.

Ci sto lavorando, mi sto allenando.

La svolta

La strada è in leggera salita, da tanti anni. Il cammino è pieno di sassi, buche. Ti fanno male i piedi. Spesso un sassolino entra nella scarpa e fai cento, mille passi con un dolore piccolo ma costante che ti pungola fino a che ti devi fermare e per proseguire devi estrarre il corpo estraneo. La strada si fa stretta, devi rasentare il muro, devi stare attento a non cadere nel fosso che costeggia la via.

Vedi da lontano un’altra strada che si incrocia con la tua, una strada in discesa. Una strada liscia, tappezzata di erba fresca. Vorresti prendere quella via, senza scarpe scivolare sull’erba e dare ristoro ai tuoi piedi stanchi. Vorresti svoltare ma, quando sei vicino a prendere questo nuovo sentiero, questo si riempie di nebbia. Cerchi di guardare attraverso il fumo ma non riesci a vedere la via dove porta, se è sicura, se ha uno sbocco. Allora prosegui per la tua strada in salita, con fatica, aspettando un’altra svolta che non sai quando e se arriverà. E non sai se allora avrai il coraggio di svoltare.

Esortazione della domenica

Portate nel mondo la pace.

Abbiate parole di pace.

Abbiate parole d’amore.

Siate felici.

Siate sorridenti.

Siate gentili.

“Amatevi l’un l’altro, come vi amo io” disse il Cristo. Quindi se non volete farlo per me, almeno fatelo per Lui.

Peace!

Pace in famiglia

Si comincia dalla famiglia.

Se in una famiglia c’è lite, odio, rancore, parole dure tra uomo e donna (anche davanti ai bambini), nasce il malessere. Questo stato d’animo si trasmette a tutti i membri del nucleo familiare e poi viene portato fuori dalla casa, in strada, in auto. Con il prossimo siamo già prevenuti, pronti ad attaccare. La spirale di violenza, verbale e fisica, di gesti e mimica si innesca e si propaga da persona a persona. Il male si diffonde e la giornata può diventare un inferno.

Dovemmo diventare migliori già in casa. Al mattino, con i nostri familiari, cominciare la giornata con il sorriso anche se si va tutti di fretta, tutti stressati e la prospettiva del lavoro non è allettante. Portare il sorriso fuori casa e trasmetterlo al prossimo. Qualche gesto gentile, far attraversare un passante, donare uno spicciolo ad un povero, dire semplicemente “grazie” e “per favore”.

Citazione del giorno: “Pace in casa, pace nel mondo” disse Mustafa Kemal Atatürk.

Peace!

Accidia

Quando al liceo si studiava Dante grande effetto sul nostro immaginario suscitavano le punizioni infernali. Tra i dannati c’erano gli accidiosi e gli iracondi. Essi erano immersi nello Stige, uno dei fiumi infernali, nelle cui acque chi in vita era stato appunto accidioso veniva sommerso in un senso eterno di soffocamento, tipo un waterboarding.

“L’accidia è una sorta di inerzia morale” insegnavano i professori. E io in quest’inerzia mi sento immerso continuamente. Combatto per venirne fuori, tutti i giorni. Per non annegare nello Stige. Scrivere qualche pensiero su questo blog è un modo per rimanere a galla.

Doré_-_Styx

Lo Stige di Gustave Doré

Una volta registrai anche un video per mostrare il mio stato d’animo. Non ditemi troppe parolacce.