Esortazione della domenica

Portate nel mondo la pace.

Abbiate parole di pace.

Abbiate parole d’amore.

Siate felici.

Siate sorridenti.

Siate gentili.

“Amatevi l’un l’altro, come vi amo io” disse il Cristo. Quindi se non volete farlo per me, almeno fatelo per Lui.

Peace!

Pace in famiglia

Si comincia dalla famiglia.

Se in una famiglia c’è lite, odio, rancore, parole dure tra uomo e donna (anche davanti ai bambini), nasce il malessere. Questo stato d’animo si trasmette a tutti i membri del nucleo familiare e poi viene portato fuori dalla casa, in strada, in auto. Con il prossimo siamo già prevenuti, pronti ad attaccare. La spirale di violenza, verbale e fisica, di gesti e mimica si innesca e si propaga da persona a persona. Il male si diffonde e la giornata può diventare un inferno.

Dovemmo diventare migliori già in casa. Al mattino, con i nostri familiari, cominciare la giornata con il sorriso anche se si va tutti di fretta, tutti stressati e la prospettiva del lavoro non è allettante. Portare il sorriso fuori casa e trasmetterlo al prossimo. Qualche gesto gentile, far attraversare un passante, donare uno spicciolo ad un povero, dire semplicemente “grazie” e “per favore”.

Citazione del giorno: “Pace in casa, pace nel mondo” disse Mustafa Kemal Atatürk.

Peace!

Accidia

Quando al liceo si studiava Dante grande effetto sul nostro immaginario suscitavano le punizioni infernali. Tra i dannati c’erano gli accidiosi e gli iracondi. Essi erano immersi nello Stige, uno dei fiumi infernali, nelle cui acque chi in vita era stato appunto accidioso veniva sommerso in un senso eterno di soffocamento, tipo un waterboarding.

“L’accidia è una sorta di inerzia morale” insegnavano i professori. E io in quest’inerzia mi sento immerso continuamente. Combatto per venirne fuori, tutti i giorni. Per non annegare nello Stige. Scrivere qualche pensiero su questo blog è un modo per rimanere a galla.

Doré_-_Styx

Lo Stige di Gustave Doré

Una volta registrai anche un video per mostrare il mio stato d’animo. Non ditemi troppe parolacce.

 

Incontinenza

Secondo voi è normale mentre uno è per strada oppure nella metro oppure anche a casa sul divano e gli viene in mente qualcosa di divertente che cominci a ridere da solo senza sapersi controllare? A me succede!

Se sono a casa e mi vede la mia compagna me la cavo con un “Ma sei scemo?”. Se invece sono in pubblico devo mascherarmi con la mano e fingere ad esempio la tosse o lo starnuto.

Ormai non capita più tanto spesso come quando ero ragazzo ma ancora qualche volta mi succede. Però devo dirvi che tra i tanti piccoli disturbi della mia personalità (niente di patologico, intendiamoci) questo è quello che mi piace di più.

Ricerca

Durante la mia vita ho domandato ai sapienti, agli psicologi, ai teologi, ai sacerdoti, agli asceti, agli yogi di farmi conoscere la Verità, di svelarmi il mistero del Creato.

Solo un Maestro mi ha svelato come cercare risposte alla mia sete di conoscenza, mi ha iniziato alla vera meditazione, lasciando che lo Spirito entrasse in contatto con la Luce che disseta ogni sete.

Vi invito a sedervi, a chiudere gli occhi, a liberare il vostro Spirito affinché possiate vedere la grandezza dell’Universo. Affinché possiate capire quanto siamo piccoli ed effimeri in questa esistenza.

Le invidie, le guerre, i dispetti che ci facciamo, quanto sono inutili e stupidi in confronto alla vastità dell’Amore in cui siamo immersi.

Pace a tutti.

Onicofagia

Ricordo la prima volta che mi mangiai un’unghia. Avevo 4 o 5 anni, ero seduto in macchina con mio padre, una Citroen GS rossa. Mangiavo l’unghia e provavo una sensazione di piacere, quasi sessuale. Probabilmente Freud parlerebbe di fase orale, una fase dello sviluppo psicosessuale dell’individuo. Da allora non ho più smesso: mi mangio le unghie tutti i giorni della mia vita, da circa 35 anni.

È un problema? Forse sì. Mangiarsi le unghie denota qualche mancanza affettiva sofferta da bambino oppure poca maturità. Bisognerebbe lavorare sulle cause e ci vorrebbe un lavoro psicologico importante.

Smetterò un giorno? Credo di no. Magari inizierò a mangiarmi anche le unghie dei piedi. Per adesso subisco docile i rimproveri della mia compagna quando mi becca a masticare.

Magari ci scriverò una canzone. “Onicofagia… ta ta ta la la la… ” sento già la musica.

Onicofagia

Spegni la TV!

I poveri hanno grandi televisori.

I ricchi hanno grandi librerie.

Per iniziare a dare una svolta nella nostra vita dovremmo iniziare a guardare meno televisione e allo stesso tempo impegnarci a leggere di più.

Proviamo a diventare ricchi!