Incontinenza

Secondo voi è normale mentre uno è per strada oppure nella metro oppure anche a casa sul divano e gli viene in mente qualcosa di divertente che cominci a ridere da solo senza sapersi controllare? A me succede!

Se sono a casa e mi vede la mia compagna me la cavo con un “Ma sei scemo?”. Se invece sono in pubblico devo mascherarmi con la mano e fingere ad esempio la tosse o lo starnuto.

Ormai non capita più tanto spesso come quando ero ragazzo ma ancora qualche volta mi succede. Però devo dirvi che tra i tanti piccoli disturbi della mia personalità (niente di patologico, intendiamoci) questo è quello che mi piace di più.

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Autobiografia di uno yogi

Uno dei libri che ha segnato l’inizio del mio percorso spirituale è stato “Autobiografia di uno Yogi” di Paramhansa Yogananda.

Yogananda nacque nel 1893 in India e fu uno yogi e un guru. Passò quasi tutta la vita in America dove fondò anche una scuola superiore per l’insegnamento dello yoga. Dedicò la vita alla diffusione degli insegnamenti spirituali compiendo un bellissimo sincretismo di varie religioni, soprattutto dell’antica filosofia vedica, dell’Induismo e del Cristianesimo. È ricordato soprattutto per aver scritto questo libro, tradotto in 35 lingue, che ha cambiato la vita di milioni di persone in tutto il mondo ed ha ispirato anche me.

Ho capito come non sia importante la religione a cui si appartiene per credere in Dio. È solo un caso se in questa vita siamo nati cristiani o musulmani o induisti ma Dio non è esclusivo di una sola parte degli uomini.

Ho trovato le prime istruzioni su come sedermi e ritirare i sensi per concentrarmi verso l’interno e ascoltare il mio Spirito.

Ho compreso che, nonostante tutto l’orrore che affligge il nostro presente, l’amore divino opera per sentieri sconosciuti ma che al momento giusto mostra tutta la sua grandezza.

Invito chiunque volesse iniziare una vita più spirituale a leggere questo libro che, inoltre, è anche pieno di aneddoti spiritosi e simpatici dell’India coloniale di inizio ‘900.

 

 

Ricerca

Durante la mia vita ho domandato ai sapienti, agli psicologi, ai teologi, ai sacerdoti, agli asceti, agli yogi di farmi conoscere la Verità, di svelarmi il mistero del Creato.

Solo un Maestro mi ha svelato come cercare risposte alla mia sete di conoscenza, mi ha iniziato alla vera meditazione, lasciando che lo Spirito entrasse in contatto con la Luce che disseta ogni sete.

Vi invito a sedervi, a chiudere gli occhi, a liberare il vostro Spirito affinché possiate vedere la grandezza dell’Universo. Affinché possiate capire quanto siamo piccoli ed effimeri in questa esistenza.

Le invidie, le guerre, i dispetti che ci facciamo, quanto sono inutili e stupidi in confronto alla vastità dell’Amore in cui siamo immersi.

Pace a tutti.

Onicofagia

Ricordo la prima volta che mi mangiai un’unghia. Avevo 4 o 5 anni, ero seduto in macchina con mio padre, una Citroen GS rossa. Mangiavo l’unghia e provavo una sensazione di piacere, quasi sessuale. Probabilmente Freud parlerebbe di fase orale, una fase dello sviluppo psicosessuale dell’individuo. Da allora non ho più smesso: mi mangio le unghie tutti i giorni della mia vita, da circa 35 anni.

È un problema? Forse sì. Mangiarsi le unghie denota qualche mancanza affettiva sofferta da bambino oppure poca maturità. Bisognerebbe lavorare sulle cause e ci vorrebbe un lavoro psicologico importante.

Smetterò un giorno? Credo di no. Magari inizierò a mangiarmi anche le unghie dei piedi. Per adesso subisco docile i rimproveri della mia compagna quando mi becca a masticare.

Magari ci scriverò una canzone. “Onicofagia… ta ta ta la la la… ” sento già la musica.

Onicofagia

Guerre

Perché ci sono tante guerre nel mondo?

Alcune cause:

  • le religioni
  • la povertà
  • il dominio

Non a caso ho scritto religioni al primo posto. Con le religioni mascheriamo le nostre convinzioni più profonde attribuendole ad un essere superiore che non può essere contraddetto. Gli adepti di ogni religione adorano i propri dei e denigrano quelli degli altri creando fanatismo, il seme dei conflitti.

La povertà crea diseguaglianze che spingono i popoli a combattere tra di loro per accaparrarsi risorse, beni primari, pezzi di territorio o mare per aumentare la propria ricchezza.

Il dominio invece è la volontà di una nazione di sopraffarne un’altra per la convinzione di essere migliore. Alcuni stati fortemente nazionalisti non hanno esitato in passato ad attaccare, sottomettere e sterminare altri popoli per le idee visionarie dei propri leader. Ancora oggi possiamo vedere nel mondo tante guerre generate dalla voglia di dominio, spesso mascherate anche da guerre di religione o ideologiche.

Diminuire le diseguaglianze, portare la religione verso una sfera più spirituale e privata e meno istituzionale; incoraggiare il dialogo tra le nazioni per risolvere i conflitti. Queste sono le strade da percorrere per sperare in un mondo migliore.

Spegni la TV!

I poveri hanno grandi televisori.

I ricchi hanno grandi librerie.

Per iniziare a dare una svolta nella nostra vita dovremmo iniziare a guardare meno televisione e allo stesso tempo impegnarci a leggere di più.

Proviamo a diventare ricchi!