Pace

Non vi chiedo di portare le pace nel mondo (non ancora) ma di contribuire con i vostri gesti alla “piccola pace” quotidiana.

Esempi: un sorriso ad uno sconosciuto per strada, un buongiorno cordiale al vicino musone, un vaffanculo in meno al volante, ecc.

Piccoli gesti di pace che non risolveranno i grandi problemi mondiali ma ci potrebbero aiutare ad arrivare alla sera con un animo più leggero.

Poi magari qualcuno potrebbe anche prenderci come esempio, allargando il piccolo cerchio della pace. Immaginate piccoli cerchi di pace che si diffondono e poi si uniscono e migliorano il mondo.

Ricordate che le persone pulite, sorridenti, buone hanno un’aura positiva che viene percepita e affascina il prossimo.

Pace a voi, fratelli.

Radiazione di fondo

Camminavi con me nel giardino della nostra infanzia.

A volte le nostre braccia si sfioravano e il loro contatto innocente nascondeva l’erotismo primordiale.

Le gambe avevano lo stesso passo. Gambe nude. Io avanzavo il piede sinistro e tu il destro. Io guardavo questa monotonia e rimanevo prigioniero dei miei pensieri.

Piedi bianchi sull’erba umida, profumo di foglie. Suoni del bosco, fruscio del vento e canto di uccelli.

Non parlavamo molto, lunghe pause. Pensavo cosa dire e così facevi tu. Ascoltavo ed elaboravo a lungo le tue parole. Poi rispondevo e a lungo attendevo le tue risposte. 

Eravamo diversi dagli altri, eravamo noi.

Poi ci perdemmo, non ricordo neanche più perché. Non so dove sei adesso.

Pensi anche tu a me, lo sento come sentivo il tuo pensiero nelle lunghe pause dei nostri discorsi.

Antico dolce amore, ciao.

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Che brutto.

Che brutto mondo sta diventando questo. In che posto dovrai crescere piccola mia. Dovrai essere forte.

L’amore, la poesia, la bellezza, la musica vorrei insegnarti. E poi l’amore e la pace. Vedo il tuo sorriso innocente, sento i tuoi bacini sulla pelle. Fuori di qui è dura, tanto. Mi si stringe il cuore a sapere che quest’innocenza si romperà sbattendo contro il duro muro della realtà. Ci sono passato già io. Vorrei risparmiarlo a te ma non si può.

il fiore di giugno

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Puoi tu capire?

Non so se leggi i miei scritti, i miei graffi sulla carta. Non so se li leggi.

Il mare è profondo, pieno di insidie. Non vado mai a fondo, ho paura. Non mi segui. Mai.

Ti vedo, sei lì. Mi volto e non ci sei. Ti perdo, ti vedo lontana. Ti aspetto, mi rassicuri. Ancora ti perdo.

Nelle righe della mia follia sei sempre presente ma non ti vedi. Come lo specchio di traverso. Vedi ai lati, cose inutili. Insegui le maree senza mai capirle. 

Ormai ti conosco, sei un fiore solitario, un giglio giallo che fiorisce a giugno. La pioggia non smette, il sole tarda a scaldare ma a giugno tu sei lì per tre giorni. Fiera, non guardi le rose. Appassisci sola e muori ogni volta.

Io ti osservo e ti amo.

i buoni propositi

buoni propositiNuovo anno. La terra fa un altro giro.

Nuovo mondo. Ma le illusioni presto si rivelano per quello che sono.

Nuova vita. Ma anche l’anno scorso lo dicevamo.

Nuovo governo. Cerchiamo di votare persone per bene.

Nuovo presidente della Repubblica. Un po’ più giovane magari.

Nuovo lavoro. A chi non ce l’ha, un augurio di cuore.

Nuovi uomini. Con un po’ di umiltà le cose potrebbero andare meglio.

Nuove donne. Tendendo una mano si riceve un sorriso.

Nuovi giorni. Aprire la finestra e riscaldarsi con quel raggio di sole.

Nuove abitudini. Svegliarsi presto, camminare, respirare. Andare al lavoro in bicicletta, fare passeggiate in montagna, portare i bambini al parco. Rispettare gli animali, mangiare meno carne. Mangiare meno tutto. Muoversi, viaggiare, scoprire, fotografare, suonare, fare l’amore, vivere bene.

Rileggerò questo post fra qualche mese e tirerò le somme.

guardia

Dormono tutti. Solo io veglio. L’accampamento in riva al mare riposa, riposano le persone cullate dal suono delle onde del mare. Il fuoco è ancora vivo, basso, caldo. Tutti dormono. Io veglio, sono a guardia di questi piccoli esseri indifesi. Sono seduto su un grosso tronco, con la testa tra le mani. Guardo il mare calmo con le sue onde ipnotiche che arrivano verso la riva con la precisione di un pendolo. Una, due, tre, cento, mille. Una muore mentre un’altra nasce, rischiarate dal bagliore della Luna bassa all’orizzonte.

Penso a voi, anime innocenti. Madri con i vostri figli. Angeli scesi in terra per assaggiare una parentesi di inferno. Stanotte siete al sicuro. Dormite al caldo, pericoli non arriveranno dal mare. Ci sono io a scrutare l’orizzonte. Darò tutto me stesso, attraverserò le fiamme, guaderò i fiumi, scenderò nelle profondità della terra e salirò in alto nel cielo. Sacrificherò la mia vita. Voi sarete salvi. I bambini potranno crescere, le mamme potranno amarli ancora, i padri potranno essere orgogliosi dei nuovi piccoli uomini che hanno cresciuto.

Io non dormirò.

mar Jonio visto da un'altura

mar Jonio visto da un’altura