La crisi – cronache delle ferie – giorno 15

Oggi un po’ di riflessione.

Preparo gli appunti per i post di questi ultimi giorni di vacanza. Qualche senso di colpa mi sfiora da qualche giorno. C’è la crisi, non c’è lavoro, pochi soldi, eppure siamo stati due settimane in vacanza. La mia compagna, la mia bimba ed io siamo fortunati. È vero, non abbiamo speso nulla, solo carburanti e autostrada. Abbiamo sfruttato la vecchia casa della nonna in Calabria, l’ospitalità di mamma e papà a Napoli. Da un po’ di anni si fa così, aspettando tempi migliori, riscoprendo le nostre origini. Lo trovo bello, non è affatto un ripiego per me. Purtroppo però c’è chi non riesce a fare neanche questo. Chi deve lavorare anche d’estate per mantenere la famiglia o chi un lavoro non ce l’ha e quindi non può permettersi neanche la gita all’Idroscalo. Chi deve rimanere in città, chi non ha il mare vicino e deve sorbirsi tutto il caldo d’agosto. A queste persone oggi va il mio pensiero e mi scuso se mi rendo conto solo adesso della fortuna che ho.

Qualche foto ve la metto lo stesso, altrimenti diventiamo troppo mosci.

Soverato

Soverato

cantaro pitale vasellame

Pitale – Pregevole vasellame calabrese

Buona estate

Montepaone – cronache delle ferie – giorno 9

Montepaone è il paese dove ogni anno andiamo a ricaricare le batterie. In questo antico borgo c’è la vecchia casa della nonna dove veniamo a rilassarci, un luogo antico e genuino.

vie del borgo

Il borgo in festa

Le origini di Montepaone sono molto antiche. Si parla del paese già in epoca romana. Fu teatro di una sanguinosa battaglia tra i romani e i cartaginesi di Annibale durante la seconda guerra punica. In seguito, a causa delle invasioni dei turchi, gli abitanti si trasferirono in un luogo più elevato fondando l’odierno paese di Montepaone. Il nome deriva da “monte dei pavoni” (un pavone è anche disegnato nello stemma del comune) probabilmente perché in queste terre si allevavano i pavoni.

annibale cartagine romani

Colonna che celebra la battaglia tra Annibale e i Romani

natura calabrese

Natura calabrese

Dalla statale 106 ionica, tra Copanello e Soverato, basta dare un’occhiata sulla destra e si scorge il profilo inconfondibile del paesino con le due torri della chiesa dell’Immacolata. Come in tanti paesi della Calabria parte dei cittadini si è trasferita sulla costa, per avvicinarsi alla ferrovia e alle vie principali, creando la frazione di Montepaone Lido dove oggi vive la gran parte dei montepaonesi.

Montepaone 106 statale ionica

Montepaone vista dalla statale Jonica

Il centro antico è un vero borgo medievale. Stradine strette, salite e discese e case di pietra fanno di ogni angolo un soggetto da fotografare come gli abitanti, ormai ridotti a poche centinaia. Sui loro volti le tipiche rughe lasciate dal sole e dalla fatica. Proverbiale è la loro ospitalità: guai a entrare in una casa e non accettare un bicchiere di latte di mandorla o una “Brasilena” (tipica bevanda al caffè).

brasilena

Brasilena

La piazza principale del centro è dominata dalla chiesa dell’Immacolata e dall’olmo secolare, un albero piantato nel 1799 in occasione della breve Repubblica Partenopea.

chiesa montepaone olmo

Scorcio della chiesa dell’Immacolata e fronde dell’olmo secolare

Montepaone sacrificò molti suoi figli per la Repubblica Napoletana come ricordano le epigrafi sparse per tutte le vie del paese davanti alle case che furono dei protagonisti di queste vicende. Una storia affascinante, da non dimenticare.

Buona estate