Autobiografia di uno yogi

Uno dei libri che ha segnato l’inizio del mio percorso spirituale è stato “Autobiografia di uno Yogi” di Paramhansa Yogananda.

Yogananda nacque nel 1893 in India e fu uno yogi e un guru. Passò quasi tutta la vita in America dove fondò anche una scuola superiore per l’insegnamento dello yoga. Dedicò la vita alla diffusione degli insegnamenti spirituali compiendo un bellissimo sincretismo di varie religioni, soprattutto dell’antica filosofia vedica, dell’Induismo e del Cristianesimo. È ricordato soprattutto per aver scritto questo libro, tradotto in 35 lingue, che ha cambiato la vita di milioni di persone in tutto il mondo ed ha ispirato anche me.

Ho capito come non sia importante la religione a cui si appartiene per credere in Dio. È solo un caso se in questa vita siamo nati cristiani o musulmani o induisti ma Dio non è esclusivo di una sola parte degli uomini.

Ho trovato le prime istruzioni su come sedermi e ritirare i sensi per concentrarmi verso l’interno e ascoltare il mio Spirito.

Ho compreso che, nonostante tutto l’orrore che affligge il nostro presente, l’amore divino opera per sentieri sconosciuti ma che al momento giusto mostra tutta la sua grandezza.

Invito chiunque volesse iniziare una vita più spirituale a leggere questo libro che, inoltre, è anche pieno di aneddoti spiritosi e simpatici dell’India coloniale di inizio ‘900.

 

 

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La Meditazione

Ho iniziato a meditare circa tre anni fa. Non ricordo più il motivo che mi spinse a sedermi per la prima volta a gambe incrociate, davanti alla finestra del mio giardino. Ricordo però che la sensazione, dopo i primi minuti di insofferenza all’immobilità, fu di liberazione e pace. Per tutta la giornata ero intrigato da questa sensazione e non vedevo l’ora di ripetere l’esperienza, cosa che feci puntualmente il giorno dopo. Da allora non ho più smesso. Ho approfondito, ho letto libri, manuali; ho guardato video, ho ascoltato persone con più esperienza.

Che cos’è la meditazione? È tornare a casa. Essere qui ed ora. È “fare il centro” di se stessi. Ma la risposta a questa domanda non sta nei libri: la meditazione è un percorso personale incentrato sulla pratica. Non puoi insegnare ad una persona a meditare, puoi solo aiutarla ad eliminare gli ostacoli che impediscono la pratica. Ogni giorno che passa la meditazione evolve. Le esperienze che si provano sono sempre nuove.

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I benefici che derivano dalla meditazione sono enormi: consapevolezza di se stessi, autocontrollo, capacità di vedere le cose da un punto di vista più alto, entrare in contatto profondo con la creazione, con l’universo e con Dio fino a diventarne tutt’uno.

Purtroppo nei paesi occidentali la meditazione è praticata ancora poco anche se negli ultimi anni sempre più gente si avvicina a questa disciplina. Nei paesi orientali la meditazione è molto più diffusa sia per motivi culturali che religiosi. Il Buddhismo ad esempio fa della meditazione il fulcro della sua dottrina. La meditazione è il grande regalo che l’oriente ha fatto al mondo.

Vi consiglio un libro al riguardo: Lo Yoga di Gesù di Paramahansa Yogananda (ed. Astrolabio). In questo libro si costruisce un ponte tra la tradizione cristiana e le pratiche di meditazione orientali.

Un discepolo chiese al suo maestro: “con tutto il male che c’è nel mondo come puoi pretendere che io perda del tempo a non far nulla, a star seduto a meditare?”. Il maestro rispose: “proprio perché gli uomini non meditano abbastanza il mondo va così male”.

Un indovino mi disse

Era il 2015. Non conoscevo Tiziano Terzani. Scelsi questo libro, “Un indovino mi disse”, dallo scaffale e lessi il riassunto sull’ultima di copertina. Colpo di fulmine.

Tiziano Terzani era un giornalista, corrispondente del “Der Spiegel” poi di “Repubblica” e “Corriere della Sera”. Come tutti noi cercava la “Verità” e nel 1993, a causa di una previsione fatta da un indovino che gli disse che sarebbe morto in un incidente aereo, viaggiò per parte del mondo, soprattutto in Asia, senza prendere l’aereo. Hong Kong, Singapore, India… scenari appassionanti, soprattutto se visti con gli occhi di chi viaggia a bordo di treni, navi, pullman a contatto con la gente e la cultura del posto.

Ma non voglio fare la recensione del libro che comunque vi invito a leggere come tutti quelli di Tiziano Terzani. Voglio piuttosto raccontarvi del “click” che questo libro ha fatto scattare nella mia mente.

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Foto archivio Terzani

Ricerca della verità. Non so se Terzani trovò alla fine della sua vita quello che cercava ma ha iniziato un lavoro di introspezione che mi ha ispirato. Dopo aver letto quel libro ho iniziato a meditare tutti i giorni, a “centrare” me stesso. Ho ricercato e poi trovato un Maestro che mi iniziasse alla via dello spirito come da tradizione orientale. Provo a trasmettere amore ai miei simili. Provo a non parlare più male delle persone, cercando il meglio in ognuno. L’amore produce amore. Sono diventato vegetariano per rispetto di tutte le creature della terra, anche quelle più piccole. In un video Terzani parla appunto della scelta vegetariana dicendo “il mondo è bello e noi dobbiamo mangiarlo, ma perché?”

“L’unica rivoluzione possibile è quella interiore”, da qui parte tutto. Tiziano Terzani era un comunista disilluso dall’ideologia. Fu espulso dalla Cina, dove aveva scelto di vivere credendo nella Rivoluzione, perché accusato di cospirazione. Aveva capito che la Rivoluzione inizia da se stessi, piano, un mattone alla volta. Ognuno mette un po’ di energia per rendere il mondo un posto migliore. Io ho iniziato a fare la mia parte, provateci anche voi.