Eddy Goldsmith – ‘A mensa esterna

Un pezzo neomelodico ispirato dall’imposizione della mensa veicolata e precotta al lavoro. Una decisione da parte dell’amministrazione che ha portato malcontento e tristezza a tutta la compagnia.
Dedicata ai miei colleghi e a tutti i pompieri.

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Ripida collina

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Non è alta, è ripida.

I suoi fianchi sono ricoperti d’erba verde,

sotto il morbido tappeto roccia dura.

In cima un uomo vecchio

denigra chi arranca sui fianchi 

aggrappato ai fili d’erba.

Non ricorda quando arrancava

per salire anch’egli in cima

e adesso sputa sui suoi simili.

Strappa l’erba, 

è più difficile il percorso.

Una mano lo afferra,

lo scalza

lo getta nel vuoto.

Un uomo nuovo prende il suo posto.

E sputa sui suoi simili.

il fiore di giugno

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Puoi tu capire?

Non so se leggi i miei scritti, i miei graffi sulla carta. Non so se li leggi.

Il mare è profondo, pieno di insidie. Non vado mai a fondo, ho paura. Non mi segui. Mai.

Ti vedo, sei lì. Mi volto e non ci sei. Ti perdo, ti vedo lontana. Ti aspetto, mi rassicuri. Ancora ti perdo.

Nelle righe della mia follia sei sempre presente ma non ti vedi. Come lo specchio di traverso. Vedi ai lati, cose inutili. Insegui le maree senza mai capirle. 

Ormai ti conosco, sei un fiore solitario, un giglio giallo che fiorisce a giugno. La pioggia non smette, il sole tarda a scaldare ma a giugno tu sei lì per tre giorni. Fiera, non guardi le rose. Appassisci sola e muori ogni volta.

Io ti osservo e ti amo.

Viaggi onirici

Nel pomeriggio di un giorno qualunque vennero a trovarci gli amici di mia moglie. Un cornuto, un calvo, un vigliacco e una scorza di melone. Insieme erano una banda ben affiatata, ma presi da soli non avevano senso di essere. Nel 1978 non ero ancora nato, ma essi già cantavano e soprattutto componevano. Geniali. Crearono banane e lampioni, orti e medicinali. Belli, con gli occhi di ghiaccio. Ma mai freddi. Aperti alle esperienze nuove. Scioccanti. Nocivi per la staticità mentale. 

Vennero a renderci omaggio, portarono un vassoio di dolci e bignè. Ma ero io che dovevo inchinarmi a loro. Non avevo parole per esprimerlo. Guardavo il cornuto di sottecchi girando lo sguardo quando lui si accorgeva della mia insistenza. Allora passavo a guardare la scorza di melone, mi perdevo nei suoi occhi chiari. In tutto il pomeriggio dissi dieci parole. Sembravo un cazzone. Poi andarono via, chiusero la porta e non li vidi mai più. Un sogno. Chiamai le uova al telefono. Non capivo più niente. Il vino era buono.

Un trillo, la sveglia. Buongiorno.

Benedizione di Pasqua

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Questa Pasqua mi fa sentire buono. Misericordioso, ecumenico, cristiano.
Allora vi benedico. Mica può farlo solo il papa? Magari non sarà importante come la sua, ma la mia benedizione è pur sempre qualcosa.
Fratelli, vi benedico.
Il Signore scenda su di voi e nelle vostre case.
Che la sua parola ammorbidisca i vostri cuori.
Che protegga i vostri figli e li faccia crescere nella pace e nell’amore.
Che perdoni l’abbondanza nelle nostre case e la cecità nostra verso i meno fortunati di noi.
Che perdoni la mattanza che gli uomini hanno fatto verso agnelli, capretti e tutti gli animali per soddisfare la nostra fame oscena.
Che entri nei nostri cuori affinché ricordiamo che Egli è morto per noi.
Affinché il suo sacrificio sia da esempio per la nostra vita, per tutti i gesti che compiamo ogni giorno.
Che la speranza della resurrezione sia da sprone per la nostra anima, affinché risorga dalle ceneri dell’egoismo, della violenza e dell’indifferenza verso le ingiustizie che ogni giorno vediamo e facciamo finta di non vedere.
Che la benedizione del Signore scenda su di voi,
Amen

Ricostruire!

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Città della scienza

Ricostruire!

Napoletani, italiani, non lasciamo che questa gente ci porti via anche la cultura. A città della scienza si divulgava il sapere ai grandi e soprattutto ai bambini; si faceva quello che serve nel nostro paese: infondere la cultura nelle nuove generazioni per un futuro diverso. Persone di buona volontà, ricostruiamo città della scienza, ricostruiamo Napoli, ricostruiamo l’Italia! È ora di svegliarsi, di voltare le spalle ai criminali, di ricostruire. Riprendiamoci il nostro futuro.

Fondazione Idis Città della Scienza
IBAN:  IT41X0101003497100000003256
causale: Ricostruire Città della Scienza