Pace

Non vi chiedo di portare le pace nel mondo (non ancora) ma di contribuire con i vostri gesti alla “piccola pace” quotidiana.

Esempi: un sorriso ad uno sconosciuto per strada, un buongiorno cordiale al vicino musone, un vaffanculo in meno al volante, ecc.

Piccoli gesti di pace che non risolveranno i grandi problemi mondiali ma ci potrebbero aiutare ad arrivare alla sera con un animo più leggero.

Poi magari qualcuno potrebbe anche prenderci come esempio, allargando il piccolo cerchio della pace. Immaginate piccoli cerchi di pace che si diffondono e poi si uniscono e migliorano il mondo.

Ricordate che le persone pulite, sorridenti, buone hanno un’aura positiva che viene percepita e affascina il prossimo.

Pace a voi, fratelli.

Peace & Love

Il simbolo di pace e amore è l’emblema di questa pagina.

Peace-symbol

Fu disegnato nel 1958 da Gerald Holtom (Wikipedia) e rappresenta, secondo la sua spiegazione, un uomo disarmato con le palme delle mani aperte e rivolte verso il basso.

Nel corso degli anni ’60 divenne il simbolo dell’antimilitarismo e della lotta alle armi nucleari.

Non è coperto da copyright quindi può essere diffuso liberamente.

Diffondiamolo, per una nuova stagione di disarmo mondiale.

Diffondiamo la pace.

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l’ultimo cammino

campo grano

Camminavo nudo in un campo. Un campo di grano. Giallo, oro. Le spighe erano alte e folte. Con la mano ne toccavo le punte. Le sentivo morbide sotto le mani ruvide di lavoro. Mani esperte, rudi. Tutta la vita a lavorare. Tutta la vita a spalare terra, alzare cemento. Bagnate nell’acqua e esposte al freddo. Mani spaccate dalla fatica. Mani d’amore, per una carezza ai miei figli.

Camminavo nudo in un campo. Il sole bello del tramonto creava riflessi d’oro. Andavo verso quella luce. Mi attirava come un canto di sirene. Irresistibile. Sentivo alle mie spalle rumori in lontananza. Un ultimo sguardo indietro. Vedevo una città con alti palazzi, gente frenetica, aerei, luci, fumo. Pazzia, violenza, ingiustizia. Fame, disperazione, guerra, grida, morte. Non volevo andar via così presto ma non voglio tornare indietro. Non voglio tornare lì.

Cammino nudo in un campo. Una roccia, una fonte. Acqua fresca, bevo avidamente. Placo l’arsura che ho dentro. Non ho più ricordi. Sono innocente, non ho vergogna a mostrarmi nudo così. Non ho ricordi, sono in pace.

Un grande cancello. Aprite, sono pronto!

pace

Ho provato a cambiare città, da ovest a est; da nord a sud. Dieci volte, come fuggendo da qualcosa, cercando di trovare la pace. La pace che manca dentro di me e fuori. Poi ho capito. La pace non esiste, gli uomini non la vogliono. Gli uomini sono cattivi. In ogni angolo della Terra gli uomini sono malvagi. Pace in terra agli uomini di buona volontà. Non ci sono più uomini di buona volontà. Sono stati uccisi da chi getta via la pace per perseguire i propri interessi, hanno tagliato loro la testa appena questi sono spuntati dalla terra, dal grembo materno.

Un bambino faceva la fila per comprare il pane. Bombe con gas venefico. Tragedia.

Giovani cercavano un lavoro come poliziotti. Un kamikaze schiacciò il bottone. Sangue sui muri.

Un ragazzo entrò in auto per tornare a casa. Due killer lo crivellarono di proiettili scambiandolo per un altro. Cervello sui finestrini.

Una famiglia cenava come tutte le sere. Bombe al fosforo. Orrore.

Un uomo prese il bambino dalle braccia della madre e lo gettò nel fiume. Follia.

Una ragazza scomparsa, trovata morta. Un ragazzo scomparso, trovato morto. Un’altra ragazza, uccisa e sepolta. Bambini mai più ritrovati.

La striscia di Gaza, l’Afganistan, il Darfur, l’Iraq, la Siria, e quanti posti di cui non sappiamo neanche l’esistenza. I musulmani contro i cristiani, i cristiani contro i musulmani. Il mio dio è più bello del tuo. Il tuo dio è violento, il mio è buono, quindi ti ammazzo, fai schifo. Voi non rispettate le donne, le coprite con i veli e non le fate guidare. Noi le donne le rispettiamo, non le violentiamo, non le ammazziamo. Voi venite dall’Africa, rubate nelle case, rubate il lavoro. Siete diversi, puzzate di sudore. Volete pregare il vostro dio? Andate a casa vostra. Qui si può pregare solo il nostro dio, che è tollerante e ci insegna l’amore e la pace fra tutti gli uomini.

Noi facciamo le guerre per imporre la pace e la libertà. Chi vi governa è un pazzo sanguinario, vi tiene soggiogati, non avete la libertà. Noi vi facciamo guerra, vi liberiamo, ammazziamo e umiliamo il vostro popolo. Ma poi, pace. Ma perché ci odiate? Abbiamo ammazzato i vostri figli ma adesso avete la libertà. Il vostro governo attuale ama la pace, non è così?

Duemila anni fa un uomo fece scalpore per il suo pensiero innovativo, predicava uguaglianza tra tutti gli uomini. Predicava l’amore ma uccisero anche lui. Una frase riassumeva tutto il suo pensiero: “ama il tuo prossimo come te stesso”. In duemila anni nessuno ha ancora capito. In duemila anni nessuno ha ancora imparato.

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foto della mostra “occhi della guerra”