Il viaggio in treno – cronache delle ferie – giorno 18, ultimo

Le ferie sono finite. Oggi ho fatto l’ultimo viaggio, in treno da Lamezia Terme a Napoli.

stazione lamezia terme centrale

Stazione di Lamezia Terme

Volevo ripercorrere un viaggio che avevo fatto diverse volte e che ricordavo romantico, tutto sul mare, vento nei capelli… Beh, il paesaggio è sempre spettacolare ma il romanticismo si è perso tutto. Ormai tutti i treni sono sigillati, Eurostar veloci, aria condizionata e tecnologia. Ben vengano queste cose, certo, in passato ci avrei messo sei ore per fare lo stesso tragitto. Ma vogliamo davvero tutta questa velocità? Questa fretta? A voi l’ardua sentenza.

mar tirreno sigillato treno

Mar Tirreno sigillato dal treno

Con questo post concludo questo diario che mi ha tenuto impegnato in questi giorni di vacanza. Siete stati davvero in tanti ad avermi seguito, vi ringrazio e vi abbraccio tutti. Spero di aver trasmesso qualcosa, di aver fatto viaggiare un po’ anche voi insieme a me.

Non sono abile nei discorsi, non vi tedierò più a lungo. Vi invito a godervi fino in fondo le vostre città, le vostre vacanze, il vostro mare, le vostre montagne, le vostre escursioni, le vostre passeggiate romantiche. Si può trovare del bello in ogni posto, basta sforzare l’occhio.

Buona estate e arrivederci.

Ultimo giorno – cronache delle ferie – giorno 17

Trascorro l’ultimo giorno in Calabria e respiro l’ultima aria di mare. Mi godo le ultime ore in questo borgo antico cercando di assorbire ancora un po’ del modo di vivere di questo angolo del nostro Meridione. Ci si conosce tutti, quando c’è festa si esce dalle case, si suona e si balla, uomini, donne, anziani e bambini in un profumo di salsicce e tarantelle. Domani sarò lontano ma il mio pensiero resterà sempre in questa terra. Una terra dura e arida, un paese tutto in salita, difficile da vivere, ma con un grande cuore che si mostra a chi lo sa guardare.

montepaone lido notte

Montepaone Lido di notte

artigianato locale

Artigianato locale

suoni musica canto ballo

Suoni e canti

chiesa immacolata

Chiesa dell’Immacolata

Arrivederci Montepaone.

Buona estate

La crisi – cronache delle ferie – giorno 15

Oggi un po’ di riflessione.

Preparo gli appunti per i post di questi ultimi giorni di vacanza. Qualche senso di colpa mi sfiora da qualche giorno. C’è la crisi, non c’è lavoro, pochi soldi, eppure siamo stati due settimane in vacanza. La mia compagna, la mia bimba ed io siamo fortunati. È vero, non abbiamo speso nulla, solo carburanti e autostrada. Abbiamo sfruttato la vecchia casa della nonna in Calabria, l’ospitalità di mamma e papà a Napoli. Da un po’ di anni si fa così, aspettando tempi migliori, riscoprendo le nostre origini. Lo trovo bello, non è affatto un ripiego per me. Purtroppo però c’è chi non riesce a fare neanche questo. Chi deve lavorare anche d’estate per mantenere la famiglia o chi un lavoro non ce l’ha e quindi non può permettersi neanche la gita all’Idroscalo. Chi deve rimanere in città, chi non ha il mare vicino e deve sorbirsi tutto il caldo d’agosto. A queste persone oggi va il mio pensiero e mi scuso se mi rendo conto solo adesso della fortuna che ho.

Qualche foto ve la metto lo stesso, altrimenti diventiamo troppo mosci.

Soverato

Soverato

cantaro pitale vasellame

Pitale – Pregevole vasellame calabrese

Buona estate

Serra San Bruno – cronache delle ferie – giorno 11

San Bruno andò in Calabria intorno all’anno mille. In mezzo alle montagne, sperduto dagli uomini e dal mondo, trovò una “fresca fontanella” e decise di ritirarsi in preghiera e in meditazione.

Ecco le sue parole:

« Della sua amenità, del suo clima mite e sano, della pianura vasta e piacevole che si estende per lungo tratto tra i monti, con le sue verdeggianti praterie e i suoi floridi pascoli, che cosa potrei dirti in maniera adeguata? Chi descriverà in modo consono l’aspetto delle colline che dolcemente si vanno innalzando da tutte le parti, il recesso delle ombrose valli, con la piacevole ricchezza di fiumi, di ruscelli e di sorgenti? Né mancano orti irrigati, né alberi da frutto svariati e fertili. »
(San Bruno, Lettera a Rodolfo il Verde, 1097)
santa maria bosco serra san bruno

Chiesa di S. Maria del bosco

 

tomba san bruno

Tomba di San Bruno

 

Eddy visione preghiera santo

Eddy ha avuto una visione

In questo posto nacque un paesello che oggi si chiama Serra San Bruno, a metà strada dai due mari calabresi. Oggi siamo stati in questi luoghi ameni, il clima era piacevole e le fontane e i ruscelli ti facevano venire voglia di ritrovare te stesso con la meditazione e il ritiro dal mondo.

Sotto una bella fontanella fresca ho messo la testa per rinfrescarmi le idee e per purificarmi l’anima. Per 3-4 minuti ci ho creduto.

Buona estate

 

Montepaone – cronache delle ferie – giorno 9

Montepaone è il paese dove ogni anno andiamo a ricaricare le batterie. In questo antico borgo c’è la vecchia casa della nonna dove veniamo a rilassarci, un luogo antico e genuino.

vie del borgo

Il borgo in festa

Le origini di Montepaone sono molto antiche. Si parla del paese già in epoca romana. Fu teatro di una sanguinosa battaglia tra i romani e i cartaginesi di Annibale durante la seconda guerra punica. In seguito, a causa delle invasioni dei turchi, gli abitanti si trasferirono in un luogo più elevato fondando l’odierno paese di Montepaone. Il nome deriva da “monte dei pavoni” (un pavone è anche disegnato nello stemma del comune) probabilmente perché in queste terre si allevavano i pavoni.

annibale cartagine romani

Colonna che celebra la battaglia tra Annibale e i Romani

natura calabrese

Natura calabrese

Dalla statale 106 ionica, tra Copanello e Soverato, basta dare un’occhiata sulla destra e si scorge il profilo inconfondibile del paesino con le due torri della chiesa dell’Immacolata. Come in tanti paesi della Calabria parte dei cittadini si è trasferita sulla costa, per avvicinarsi alla ferrovia e alle vie principali, creando la frazione di Montepaone Lido dove oggi vive la gran parte dei montepaonesi.

Montepaone 106 statale ionica

Montepaone vista dalla statale Jonica

Il centro antico è un vero borgo medievale. Stradine strette, salite e discese e case di pietra fanno di ogni angolo un soggetto da fotografare come gli abitanti, ormai ridotti a poche centinaia. Sui loro volti le tipiche rughe lasciate dal sole e dalla fatica. Proverbiale è la loro ospitalità: guai a entrare in una casa e non accettare un bicchiere di latte di mandorla o una “Brasilena” (tipica bevanda al caffè).

brasilena

Brasilena

La piazza principale del centro è dominata dalla chiesa dell’Immacolata e dall’olmo secolare, un albero piantato nel 1799 in occasione della breve Repubblica Partenopea.

chiesa montepaone olmo

Scorcio della chiesa dell’Immacolata e fronde dell’olmo secolare

Montepaone sacrificò molti suoi figli per la Repubblica Napoletana come ricordano le epigrafi sparse per tutte le vie del paese davanti alle case che furono dei protagonisti di queste vicende. Una storia affascinante, da non dimenticare.

Buona estate

Il mare – cronache delle ferie – giorno 8

Mattina in spiaggia. Ci troviamo a Calalunga, frazione di Montauro. Dal paesino di Montepaone Superiore impieghiamo dieci minuti per raggiungere questo luogo stupendo.

Vi invito a venire a visitare questo angolo di Calabria. L’ideale per chi cerca sapori genuini, relax e mare bellissimo.

Oggi lascio parlare le immagini.

calalunga

Calalonga

mare calalunga

Mare di Calalunga

 

spiaggia calalunga

Mare cristallino

spiaggia calalunga

Lungomare di Calalunga

Buona estate

Barra – cronache delle ferie – giorno 6

Oggi è l’ultimo giorno che trascorriamo a Napoli, domani continueremo le nostre ferie raggiungendo la Calabria.

Ma oggi siamo ancora qui. Ci troviamo a Barra, un quartiere della periferia orientale di Napoli. Ha origini antiche, una volta era capoluogo di circondario. Storia e bellezze naturali e architettoniche facevano di Barra l’inizio del “Miglio d’oro”, la zona costiera fino a Torre del Greco dove nell’antichità i Signori venivano a trascorrere la villeggiatura.

villa bisignano

Villa Bisignano – foto Wikipedia

Speculazione edilizia, abusivismo, sovraffollamento e delirio post-industriale hanno ridotto questo quartiere ad un’invivibile accozzaglia di case. Pensate che l’orto botanico di Villa Bisignano, una delle undici ville vesuviane presenti nel quartiere, negli anni ’60 fu cancellato per far posto ad un rione popolare. Adesso nel quartiere vi abitano 40 mila persone. Covo di illegalità. Assenza dello Stato. Poche regole. Libertà assoluta: ognuno può fare quel cazzo che vuole. La polizia controlla che non si ammazzino ma se può gira alla larga.

barra

Castel Sant’Elmo visto da Barra

Vi abita anche tanta gente per bene, persone che lavorano, ragazzi che studiano. Ci ho abitato anche io per 17 anni e ci abitano mia madre e mio padre, ecco perché ve ne parlo.

Due sono le eccellenze che elevano Barra un gradino al di sopra del nulla. La prima è il Centro Ester, centro sportivo polifunzionale. Nuoto, calcio, atletica, tennis, basket e pallavolo. La squadra di volley femminile del Centro Ester ha gravitato anche nell’Olimpo della pallavolo in Italia ed Europa. La seconda è il Tappeto di Iqbal. Un luogo dove i ragazzi vengono strappati alla criminalità grazie al circo, al teatro e all’arte e grazie alla passione di Giovanni Savino. Il Tappeto di Iqbal è una luce che brilla nel nero del quartiere. Una speranza per questo posto, uno scoglio nel mare a cui aggrapparsi per dire a denti stretti :”resistete ragazzi, finché ci siete voi il mondo si può ancora salvare!”.

Buona estate